Pubblicato da: gcarlucci | febbraio 27, 2008

Anche gli uomini si battono per le pari opportunità delle donne

Intervista a Luciano Anelli 

In politica il caos ormai imperversa e le ideologie sono ormai sparite, l’inflazione galoppa ed il costo della vita aumenta sempre più, per vivere dignitosamente non basta più uno stipendio in una famiglia con figli, nel sociale l’organizzazione della famiglia, quindi, sta cambiando portando sempre più donne verso il mondo del lavoro, le donne per autostima accrescono la voglia di emergere.

Il mercato globale costringe a diversificarsi e innovarsi per rimanere competitivi, la donna porta innovazione , nuova organizzazione del lavoro, revisione di tempi del lavoro coniugandoli con i tempi della famiglia e del sociale, la creatività al femminile è innovazione, dal bilancio contabile si passa al bilancio di genere, al bollino rosa, le donne al top  e nei consigli di amministrazione fanno salire il fatturato.

E’ giunto il momento perché, fra le tante innovazioni, fra le tante affermazioni, fra le tante battaglie, si ricrei una nuova composizione della comunicazione, del fare e dell’agire.
Bisogna che i valori dei generi si integrino, senza scimmiottarsi. Per fare ciò, il pensiero che comanda , la strutturazione che governa la vita, atavicamente conformata al maschie, scopra e capisca il mondo femminile e si integri alla pari con esso per ricreare condizioni di vivibilità di competitività.
Le donne non riescono a emergere, perché è la struttura del lavoro che non è congeniata per loro e per le esigenze della famiglia. La famiglia o ogni forma di convivenza in nucleo articolato deve diventare il perno di ogni azione e attività, ma con la consapevolezza dell’esistenza di diversi modi di fare, di agire, di comunicare.
Gli uomini non credono esista un modo diverso dal loro per governare ogni azione, per cui bisogna sgretolare queste convinzioni con azioni studiate, mirate e con una diversa azione comunicativa.
Bisogna insegnare alle nuove generazione un nuovo schema gerarchico che veda alla pari ogni essere  umano , eliminando la diversità in quanto discriminazione, ma facendola diventare accrescimento.
Solo così si potrà avere una svolta e si tornerà a crescere in un mondo sviluppato.
Per questi motivi, ho ritenuto giusto, abbandonare il pensiero al maschile e studiare il mondo al femminile per poterne portare sprazzi e vantaggi nel mondo maschile incuneando nuovi modi di agire e di pensare , creando la breccia utile alle donne per affermare il proprio essere. Sono diventato un “cavallo di Troia o se meglio si vuol definirmi un “femminilista
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