Pubblicato da: gcarlucci | gennaio 22, 2008

Le donne di Francia

richelieu

Nella Francia dell’”era Sarkozy” La partecipazione femminile in Parlamento è salita così dal 13,1% al 18,5% del totale. Nella Francia dell’ ”era Sarkozy”  le candidate elette  sono 107  su 577 seggi , un  notevole  passo avanti rispetto le 76 del  Parlamento uscente. 46 deputate appartengono alla Destra e 61 alla Sinistra. La partecipazione femminile in Parlamento è salita così dal 13,1% al 18,5% del totale

E ’la più alta percentuale mai raggiunta in Francia, ma si colloca ancora  al  58° posto  nella classifica  mondiale della rappresentanza  femminile
Nel Governo si registrano scelte femminili innovative:  per la prima volta nella storia di Francia  diventa ministra dell’Economia  Christine Lagarde , avvocato internazionale, 51 anni ( che nel  governo Villepin  ricopriva la carica  di viceministro  del Commercio estero) avrà  il difficile incarico  di  imporre le riforme ai sindacati e  convincere i partner europei  che i previsti tagli fiscali  non allenteranno la disciplina fiscale francese.  Nella classifica 2006 di Forbes, Christine era la 30° donna più influente del mondo. 

Dei 12 nuovi segretari di Stato, una socialista, Fadela Amara, che  ha fondato un movimento che lotta per la difesa delle donne musulmane  nelle periferie,    è stata nominata segretario di Stato per  la politica  delle città, mentre la senegalese  Rama Yade, cresciuta nelle banlieue e stella  emergente della  politica francese, si occuperà dei diritti umani accanto al ministro degli Esteri, e Nathalie  Kociusko  – Morizet andrà all’Ambiente. 

Le  differenze visibili rappresentate da  tre donne  di origine maghrebina e africana al Governo – Rachida Dati , Fatela Amara e Rama Yade–  ha fatto scoppiare molte polemiche. Duecento intellettuali  hanno firmato un  appello a Sarkozy  per cambiare nome e finalità  al nuovo ministero dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale, due termini che vedono in contraddizione.   Ma il Presidente non li ha ascoltati: il ministero  da lui voluto  è la risposta  politica a  un bisogno diffuso  nella società francese: maggior controllo dell’immigrazione clandestina e  maggior rispetto dell’identità nazionale. Due fattori  che non comportano discriminazioni  e devono anzi favorire l’integrazione perché l’égalité è l’uguaglianza delle possibilità.

Luciano Anelli

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