Pubblicato da: gcarlucci | gennaio 18, 2008

Moratoria sull’aborto

 MOZIONE La Camera – premesso che:l’art. 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dell’ Onu del 10 dicembre 1948 afferma che“ogni uomo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”;il comma 5 dell’art. 6 del Patto internazionale dei diritti civili e politici approvato dall’Onu a New York il 16 dicembre 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo 1976 (in Italia il 15 dicembre 1978) afferma che: “una sentenza capitale non può essere pronunciata per delitti commessi dai minori di 18 anni e non può essere eseguita nei confronti di donne incinte”;nel preambolo della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia si afferma: “Tenendo presente che il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica ed intellettuale, necessita di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita, saranno assicurate sia a lui che alla madre, una speciale cura e protezione, inclusa una cura prenatale e postnatale adeguata”;la scienza dimostra che la vita di un nuovo essere umano incomincia nel momento della fecondazione e che l’embrione è in potenza esattamente quello che sarà in atto, in quanto possiede già totalmente il suo patrimonio cromosomico e genetico. Tale patrimonio, detto genoma, è un “manuale completo di istruzioni per la fabbricazione e il funzionamento dell’intero organismo” ed è esclusivo, unico per ciascun individuo;la scienza, anche grazie alle nuove ecografie tridimensionali, ci dice che il feto, in utero, ascolta, gusta i sapori, sente i movimenti, gli odori, percepisce dolore e piacere, forse anche sogna e ride, espressione quest’ultima, diceva Aristotele, propria solo del genere umano;secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità ogni anno nel mondo sarebbero praticati circa 50 milioni di aborti, un numero di vittime innocenti pari a quelle provocate dall’intera Seconda guerra mondiale (1939- 1945) considerato “l’evento più distruttivo della storia umana”. Ogni giorno nel mondo vengono praticati circa 126.000 aborti e in Europa, ogni 25 secondi, una donna abortisce;le statistiche, a livello mondiale, dimostrano che non è la legge a fermare una donna che ha intenzione di abortire. Il tasso di interruzioni volontarie di gravidanza nei paesi che prevedono per legge questa possibilità è infatti uguale (e talvolta inferiore) a quello stimato nei paesi dove l’aborto è praticato solo clandestinamente. A rivelarlo è il più ampio studio condotto finora sull’argomento: un resoconto dettagliato (pubblicato su Lancet) sui numeri e sulle conseguenze dell’interruzione volontaria di gravidanza paese per paese dal 1995 al 2003, l’anno più recente per cui i ricercatori del Guttmacher Institute di New York e dell’OMS avevano dati a livello mondiale. Dallo studio emerge che non ci sono differenze tra l’Europa, dove l’aborto è legale, ad eccezione della Polonia e dell’Irlanda, e l’Africa, dove invece è clandestino praticamente in tutte le nazioni: qui nel 2003 gli aborti sono stati 29 per 1.000 donne incinte, contro i 28 delle europee;in Cina, dai primi anni Ottanta, è entrato in vigore il programma di controllo delle nascite, che impone il limite di un solo figlio per famiglia. Ogni anno nel Paese asiatico pratiche illegali di pianificazione familiare avvengono in palese violazione dei diritti dei cittadini, attraverso migliaia di aborti e sterilizzazioni compiute contro la volontà delle persone interessate;in India negli ultimi vent’anni, per una selezione di tipo sessista, sono state eliminate, prima della nascita,  milioni di bambine;in Corea del Nord si ricorre all’aborto selettivo, per eliminare in modo radicale ogni tipo di disabilità;in Europa i Paesi con il maggior numero di aborti sono la Francia (210.669), il Regno Unito (194.353), la Romania (191.038), l’Italia (136.715), la Germania (129.650) e la Spagna (84.985). In Spagna il numero degli aborti negli ultimi dieci anni è aumentato addirittura del 75%, seguita dal Belgio con il 50% ed i Paesi Bassi con il 45%;CONSIDERATOche appare ormai improrogabile, proprio nell’anno che celebra il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, interrogarsi se tale carta sia davvero rispettata e se le pratiche abortive non siano state (e lo siano tuttora), invece, utilizzate in molti Stati delle Nazioni Unite come mero metodo anticoncezionale, o come uno strumento di selezione eugenetica, razziale o sessuale, in violazione dei diritti del nascituro e dell’uguaglianza tra gli uomini;IMPEGNA IL GOVERNOa farsi promotore, presso le Nazioni Unite, di un documento “per una moratoria internazionale di qualsiasi politica pubblica di discriminazione eugenetica e dell’uso dell’aborto come strumento di prevenzione delle nascite”, per impedire che si diffonda come consueta una pratica che deve, invece, rivestire caratteri di assoluta eccezionalità, in considerazione del principio secondo cui ogni individuo, dal concepimento fino alla morte naturale, ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.                                          

     ISABELLA BERTOLINI                                                           GABRIELLA CARLUCCI                          

   il-foglio-pillola.pdf 

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